Danza Orientale in Trentino

PAOLA SUSTA FOTOGRAFA FRANCESCA LILITH MICELI

DANZA ORIENTALE - FRANCESCA LILITH MICELI

Plurale femminile- Lilith per la Terra- solitude- foto Gilberto Ferro

I CORSI ATTIVI AL MOMENTO:

A TRENTO PRESSO IL CENTRO LA VIA DEL SORRISO – VIA PARADISI, 15-

IL MERCOLEDI’ :

DALLE 17.30 ALLE 19.00 DANZA MEDIORIENTALE PRINCIPIANTI

DALLE 19.00 ALLE 20.30 DANZA MEDIORIENTALE ALL LEVELS

A TRENTO IL LUNEDI’: DALLE 19.00 ALLE 20.30 ETHNIK TRIBAL DANCE

La danza mediorientale o Raqs sharki gode di origini e tradizioni antichissime, che sono rimaste vive per secoli arricchendosi di sfumature, colori, musicalità diverse, a seconda dei Paesi dove ha continuato ad essere praticata e celebrata. La danza mediorientale è espressione di femminilità e di grande armonia, permette di lasciarsi andare ed abbandonarsi alla saggezza del corpo, contemplare e soprattutto ascoltare: partendo dall’ascolto della musica, intrapredendo un viaggio all’interno del corpo femminile, per lascirlo vivere emozioni e sentimenti e costruire, tassello dopo tassello, uno spazio dove essere protagoniste attive della propria vita.

Il vocabolario e il simbolismo di questa danza riescono a trasferire grazia ed eleganza a chiunque, permettendo poi a ciascuna donna (o uomo) di trovare la propria personale interpretazione della musica.

Esistono danza tradizionali specifiche di ciascun paese, dall’Arabia alla Turchia, dall’Iran delle danze persiane alle danza del Maghreb di Tunisia, Marcocco e Algeria, alla Tannoura egiziana e alle danze dei Tuareg, per citarne solo alcune. In Egitto della danza Mediorientale esistono 3 stili più codificati: Lo Sha’abi e il Baladi, più popolari, e lo Sharki, molto raffinato ed legante con movimenti che lo avvicinano per certi versi alla nostra danza classica. Ognuno di questi stili è caratterizzato da un diverso abbigliamento e da un diverso atteggiamento corporeo. In questo primo corso di 12 lezioni ci approcceremo allo stile Sha’abi, incontrando le danze delle “Zingare” egiziane, la loro allegria e spensieratezza, la grande libertà e fluidità di movimento unita alla connessione con la Terra. Si consiglia una gonna larga con foulard per la testa e per i fianchi, o cinutre con monetine. Si danza a piedi nudi.

 

 

Danza orientale creativa (DOC) a ROVERETO PRESSO L’OPIFICIO DELLE IDEE-

STRADA ALLA CARTIERA – SEGA DI TRAMBILENO 38068 ROVERETO

Un corso di danza orientale creativa è come un viaggio all’interno del corpo femminile, per raccontarne la storia, per lasciarlo vivere le proprie emozioni e i propri sentimenti. Un modo per iniziare o continuare a costruire tassello dopo tassello uno spazio dove essere protagoniste attive della nostra vita, attraverso il moviment0, il colore, il ritmico pulsare del tamburo.

Nel 2005 ho creato lo spettacolo Dea Danzante e anche i miei seminari e i miei corsi hanno iniziato a chiamarsi così: prima la mia ricerca spirituale portava il titolo” Danza orientale per abitare il corpo”. Ora si chiama Danzare la Dea, quella Dea presente in tutti gli esseri, che conduce non solo ad abitare il corpo ma ad abitare la Terra.

Se c’è una certezza a questo mondo è che tutto è in movimento, sempre. Per quanto noi si faccia tutto cambia, inevitabilmente.

Con il tempo ho capito alcune cose fondamentali, perché le ho sentite nel corpo, non perchè le studio da anni o perché me lo hanno detto : esiste l’anima ed esiste la personalità. Ci sono attimi eterni in cui sento e vivo che l’anima è uguale per tutti …ci si è più o meno in contatto, ma è come se fosse unica: ed è grandiosa e potente.
Poi c’è la personalità, ed è il frutto della nostra vita qui, della nostra infanzia, di tutte quelle che sono le nostre esperienze, ma anche di tutto quello che il collettivo ha lasciato in noi.  E’ come se esperienze vissute dai nostri avi fossero ancora attive in noi, non  solo a livello mentale ma anche a livello cellulare.
Per questo amo dire qualcosa che può far sorridere ma che per me è forse una delle più grandi certezze: cosa c’è di più esoterico del corpo?

 LABORATORIO COREOGRAFICO SU ISHTAR: LA GUERRIERA 

A SANBAPOLIS A TRENTO SUD: IL LUNEDì DALLE 19.00 ALLE 20.30

Ishtar è una Dea di origine Assiro-babilonese, che impone un mito femminile opulento, che ha avuto una grande discendenza attraverso tutto il bacino del Mediterraneo. La caratteristica principale di questo mito è l’ambivalenza in tutti i domini: sessuale, divino e leggendario. Il suo animale è il Leone. Deruba  a Enki, dio organizzatore del mondo, i segreti divini, per dotarne la sua città che diviene la prima del mondo. Enki per punirla crea dalla polvere Saltu (la guerra) che è la sua sosia. Ishtar sconfigge Saltu e da allora viene chiamata Agushaya, che significa DANZATRICE !

 

Ho pensato a due laboratori: uno per le avanzate e uno per le principianti ed intermedie, che desiderano comunque cimentarsi con realizzazioni coreografiche semplici ma di grande effetto. per informazioni chiama 347/8172640

 

ALCUNE NOTE SUI CORSI DI DANZA:

 

Per esoterico mi riferisco al mistero, all’intimità del corpo, non tanto all’aspetto iniziatico e religioso: il corpo non è religioso ma piuttosto spirituale e sorgente di profonde intuizioni.
Non lo conosciamo affatto, lo consideriamo inferiore rispetto alla mente, che pur ne fa parte, anzi crediamo, nella confusione più totale, che la mente sia lo spirito o l’anima… Ce ne siamo allontanati così tanto che fatichiamo a ritrovarlo e nello stesso tempo siamo sempre alla ricerca  di apparente perfezione. .

C’è una frase di Alexander Lowen (fondatore della Bioenergetica) che amo molto e che vi riporto:

“E’ solo nella perfetta armonia tra corpo, mente ed emozioni che possiamo raggiungere un senso di integrità morale e personale, di amore per gli altri e di rapporto con il divino: grazie a questo sublime equilibrio è possibile conseguire quello ”stato di grazia” tanto difficile da ottenere nella vita odierna. “
Io credo in questo……ma so anche quanto è difficile continuare a lavorare per questo.

Plurale femminile- coreografia Je veux- foto Gilberto Ferro-

 

Il mio amore per la contaminazione, Plurale femminile danzo il Flamenco di Graciela Montanè e Ariel Virotti